lunedì 19 settembre 2016

Recensione: "LA SOVRANA LETTRICE"

Buongiorno ragazzi e buon lunedì!
Il lunedì è un giorno critico per tutti noi, dopo due giorni di relax e di pacchia, si torna al lavoro e allo studio.
E se vi dicessi che questo inizio settimana più essere meno traumatico? E se grazie ad Alan Bennet e alla Regina Elisabetta possiamo passare qualche ora in allegria?
Bene, con questa premessa vi lascio alla mia recensione!
Fatemi sapere se anche voi avete letto questo libro, se vi è piaciuto e se vi incuriosisce!

Titolo: La sovrana lettrice
AutoreAlan Bennett
Casa editrice: Gli Adelphi
Prezzo: 13,50 euro
Pagine: 95
Sinossi
A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga. 

IL MIO PENSIERO
Eccomi qui a parlarvi di un libro finito la scorsa settimana, un libro particolare che unisce l'amore per la lettura, la regina Elisabetta e Londra...cosa chiedere di più?
Un giorno la regina Elisabetta scopre una piccola biblioteca ambulante, casualmente ci entra e per non sembrare scortese decide di prendere in prestito un libro.
Dopo una settimana torna alla piccola biblioteca, sale, consegna il libro finito e nuovamente ne prende in prestito un'altro.
Come ben sappiamo noi lettori, un libro tira l'altro e la stessa cosa succede alla regina!
Ci troviamo davanti un personaggio davvero bizzarro, una donna molto colta con un passato pieno di avventure e di storie da raccontare.
Il personaggio della regina è davvero ben caratterizzato, una donna con un grande senso dell'umor, una donna che sa quel che vuole, una donna che ha conosciuto personaggi illustri e che sa come comportarsi.
Improvvisamente con l'arrivo dei libri nella sua vita tutto cambia. Le sue priorità mutano.
Se prima era orgogliosa del ruolo che svolgeva, amava girare per la città e salutare i suoi sudditi, prendeva parte a tutte le inaugurazioni più importanti adesso trova tutto questo noioso.
Ogni singolo evento toglie tempo al suo passatempo preferito, leggere.
Così si ingegna per cercare di portare con se i suoi amati libri in ogni viaggio, in ogni inaugurazione.
La sua puntualità diventa un lontano ricordo e domestici e collaboratori iniziano un po' a risentire di questa sua nuova personalità
Ama parlare di libri, ama consigliare libri ai suoi parenti e li interroga per capire se realmente hanno letto oppure no.
Ci sono passaggi davvero molto buffi ed esilaranti.
Tutti noi ci siamo ritrovati almeno una volta nella vita (a me capita sempre) di parlare dei libri che più amiamo, cerchiamo di consigliare, di discutere di incuriosire le persone con cui entriamo in contatto e così succede anche alla regina!
Durante tutto il libro il suo personaggio cambia, si rende conto che tutto quello che ha fatto nella sua vita non sempre l'ha  resa felice, capisce che anche lei ha una voce, è una persona che conosce, che ha vissuto e che può portare qualcosa di davvero importante nel mondo.
il finale del libro è davvero inaspettato, perfetto per concludere l'intera narrazione.
E' una continua crescita, sia del personaggio principale che della storia, si entra in un mondo davvero molto lontano dal nostro ma che Bennett è riuscito a rendere più famigliare.
La storia, se pur semplice in superficie risulta toccante e in grado di farti pensare osservandola nella sua parte più profonda.
La scrittura di Bennett è scorrevole e riesce a coinvolgerti come una coperta calda in inverno.
E' davvero un piccolo gioiellino che tutti i lettori e gli amanti di Londra dovrebbero leggere, sono poche pagine è vero ma al suo interno troverete personaggi bizzarri e divertenti che vi rimarranno nel cuore.

martedì 13 settembre 2016

RECENSIONE "SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE"

Ciao ragazzi, oggi sono qui a parlarvi di un libro che mi ha particolarmente colpito e che mi ha emozionata molto!
Ci tengo molto a questo libro, lo custodisco come un piccolo gioiello e ogni tanto vado in libreria, lo sfoglio, riguardo le immagini e mi emoziono...
Voi lo avete letto? Ne avete sentito parlare? sapete che uscirà anche un film? Io non vedo l'ora!
Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte
Autore: Patrick Ness
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 12euro
Pagine: 222

E' sempre difficile trovare le parole giuste per un libro che ti è piaciuto. Vorresti tenere il ricordo per te, nasconderlo e andare a riviverlo ogni tanto.
Questo libro parla di dolore, di malattia e di perdita.
Parla del rapporto tra madre e figlio e tra padre e figlio.
Parla di Connor, un ragazzino di dodici anni, ancora troppo giovane per dover affrontare ciò che la vita gli mette davanti.
Connor si trova a dover vivere il momento peggiore della sua vita e con questo un nuovo pericolo inizia ad avanzare: un mostro.
Esattamente sette minuti dopo la mezzanotte, un mostro con le
sembianze di un grosso e antico Tasso, va a fare visita a Connor.

Il mostro scopre fin da subito le carte sul tavolo: lui racconterà tre storie al ragazzino e poi sarà Connor a dover raccontare una quarta storia: una storia con all' interno la verità, verità che Connor cerca di nascondere anche a se stesso.
E' impossibile mettersi qui a scrivere un riassunto di questo libro perché è un libro ricco di emozioni che bisogna vivere in prima persona.
E' uno dei romanzi di formazione più toccanti, veri e crudi mai letti. Un libro che ti entra nel cuore, ti fa sentire in sintonia con il protagonista, con le sue paure, la sua voglia di sentirsi uguale a tutti gli altri.
E' un ragazzino che vorrebbe essere trattato come tutti gli altri, vorrebbe giocare con i suoi amici, vorrebbe essere messo in punizione quando fa qualche sbaglio, vorrebbe essere sgridato dai professori quando non fa i compiti. Tutto questo non succede, viene tenuto dentro una campana di cristallo che lo rende indifferente al mondo che lo circonda.
Il rapporto tra Connor e il mostro è davvero particolare, dopo un inizio di paura si instaura un rapporto molto simile a quello tra padre e figlio. Connor lo aspetta e sente che sono grazie a lui potrà superare tutte le sue paure.
"Le storie sono creature selvagge e indomite, continuò il mostro. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?"
Un romanzo particolare che ti scalda il cuore.
I disegni che troviamo all'interno di tutto il romanzo sono particolari e bellissimi, tutti in bianco e nero.





mercoledì 7 settembre 2016

Lemony Snicket's Booktag

Buongiorno cari lettori!
Con un ritardo colossale, oggi sono qui per rispondere ad un Booktag, il blog che mi ha taggata è quello della dolcissima Laura  "The BooksCatcher" (link cliccando sul nome).
Questo è un tag ideato da lei ed ha come tema centrale Lemony Snicket, un autore che amo molto!
Partiamo subito con le mie risposte :)

1. Un infausto inizio: Un libro che ti ha lasciato con l'amaro in bocca

Grazie al ritardo clamoroso con cui ho completato questo tag, posso rispondere con un libro letto recentemente "Harry Potter and the curde child", se volete sapere il perché vi rimando alla mia recensione che è uscita qualche giorno fa!


2. La stanza delle serpi: Un libro che ti ha appassionato

Qui mi sento di citare "Io prima di te", un libro che mi ha commossa, capace di lasciarti l'amaro in bocca ma che ho profondamente amato.

3. La funesta finestra: Un libro che hai divorato
Questa domanda è semplice, il libro che ho divorato in pochissimo tempo, nonostante la mole è sicuramente "La verità sul caso Harry Quebert", un libro che ho adorato, che mi ha tenuta incollata fino alla fine.

4. La sinistra segheria: Un libro che ti ha ipnotizzato
"Il signore degli anelli", maestoso, cicciotto, bellissimo. Devo aggiungere altro?

5. L'atroce accademia: La tua trilogia preferita
Questa domanda mi sa che devo saltarla, non ho letto tante trilogie e tutte quelle lette non mi sono entrate cosi tanto nel cuore da ritenerle le mie preferite.

6. L'ascensore ansiogeno: Un libro che ti ha lasciato perplesso
Ricollegandomi alla domanda precedente, Sscuramente "Hunger games: il canto della rivolta", trovo che il primo volume sia l'unico davvero bello, gli altri due li ho trovati sottotono e il finale del terzo non mi è piaciuto per nulla.

7. Il vile villaggio: Un libro che avevi giudicato male
Anche qui rispondo con una delle mie ultime letture ovvero "Ti darò il sole", pensavo fosse il solito young adults e invece mi ha colpita tantissimo!

8. L'ostile ospedale: Un libro che ti ha angosciato
"L'incubo di Hill House, un libro bellissimo ma che mi ha fatto passare qualche notte insonne.

9. Il carosello carnivoro: Un libro che ti ha colpito dalla copertina
"Annientamento" ma in generale l'intera trilogia dell'area X. Vogliamo parlare delle copertine magnifiche? Della cura e del design?

10. La scivolosa scarpata: Un libro che volevi da tempo e che finalmente è nella tua libreria
"S. la nave di Teseo", un libro particolare e piuttosto costoso che bramavo fin dalla sua pubblicazione.

11. L'atro antro: Un libro in cui hai temuto la sorte di un personaggio
Il protagonista di "Yellow birds", uno dei miei libri preferiti.

12. Il penultimo pericolo: Un libro in cui c'è uno scambio di identità
Unico libro che tratta una tematica del genere è "La gemella silenziosa". Libro capace di tenerti incollato alle pagine, perché hai bisogno di sapere quale delle due gemelle è davvero morta e quale no.

13. La fine: Una saga che ti è dispiaciuto terminare
Risulterò banale, ma sono obbligata a citare "Harry Potter". Mi ha accompagnata quando ero bambina e ancora oggi ho bisogno di rileggere i libri per rivivere certe emozioni e per ritrovare "vecchi amici".

Bene, queste sono le mie risposte al bellissimo tag creato da Laura!

lunedì 5 settembre 2016

Recensione: "OMBRE SULLA SABBIA"

Buongiorno e buon lunedì' pomeriggio!
Oggi nuova recensione, come vi avevo detto il blog riparte più carico di prima!
Questo è il mio primo libro di questo autore, voi lo avete letto? con che cosa mi consigliate di continuare?
Titolo: OMBRE SULLA SABBIA
Autore: AIDAN CHAMBERS
Casa editrice:RIZZOLI
Prezzo: 15 euro
Pagine: 162
Voglio partire con una premessa: Questo è il mio primo libro di Chambers, ho sempre sentito parlare di questo autore ma non mi sono mai decisa a leggere nulla di suo.
Un giorno entrando in libreria trovo questo tra gli scaffali, una copertina bellissima, perfetta per l'estate e decido di farmi travolgere e di comprarlo.
Tornata a casa, scopro che questo è uno dei primi libri dell'autore e che era gia stato pubblicato qualche anno fa ma senza molto successo.
"Ombre sulla sabbia" narra la storia di Kevin un ragazzino di 17 anni  che nel 1968 vive su un isoletta vicino a New castle, a tenergli compagnia c'è la sua amica  Susan che all'età di 17 anni decide di trasferirsi in città, recidendo così i rapporti con il passato e con Kevin. 
Kevin si ritrova solo, in questo posto desolato, circondato da persone più grandi di lui; inizia a nutrire il desiderio profondo di staccarsi dalla famiglia e di iniziare a vivere la sua vita da adulto.
Dopo aver ragionato un po' e contro il volere dei genitori, decide di trasferirsi anche lui in città, 
si ritroverà in un mondo completamente diverso da ciò a cui è abituato e questo porterà a delle conseguenze non indifferenti nella sua vita e nella vita della sua famiglia.
Ma in realtà, per chi stravolgerà tutto? Per se stesso o per ritrovare Susan, l'amore della sua vita?
Beh questo non posso dirvelo, posso dirvi però che Kevin si troverà ad affrontare le prime difficoltà della vita da persona adulta: un lavoro faticoso, un paese che non conosce, pochi soldi e con l'obbiettivo di ritrovarsi.
Ciò che maggiormente mi è piaciuto di questo romanzo è che Chambers parla di adolescenti e pur essendo ambientato in anni completamente differenti dai nostri, sono esattamente gli adolescenti di oggi, si continuano a vivere le stelle paure, le stesse emozioni. 
La voglia di scoprirsi e di scoprire tutto ciò che non conosciamo, l'amore e la libertà.
Per quanto riguarda lo stile, questo libro è scritto in maniera semplice e lineare, perfetto anche per i giovanissimi.
E' una lettura che consiglio, veloce ma non banale.

1/2





venerdì 2 settembre 2016

Recensione: "HARRY POTTER AND THE CURSED CHILD"

Buongiorno mie cari lettori, il blog si è preso una lunghissima pausa estiva ma ora siamo tornati più carichi di prima!
Chissà poi perché settembre è considerato l'inizio del nuovo anno (quando teoricamente non lo è), fatto sta che con questa prima recensione si ricomincia e ci saranno tantissime novità qui sul blog.
Le vacanze estive sono state produttive per quanto riguarda i libri letti, alcune scoperte e qualche piccola delusione; ma nonostante questo ho davvero tantissime cose da dirvi!
Oggi, secondo giorno di Settembre, si torna super carichi con la prima recensione "autunnale"; il libro di cui vi parlo oggi deve ancora uscire in Italia ma ci tenevo a darvi la mia opinione!
La smetto di blaterale e parto subito!
Vi avviso che la recensione conterrà un minimo di spoiler, quel poco che basta per poter mettere in chiaro tutte le carte, niente di eccessivo, cose che si leggono fin dalle prime pagine del libro!! (Siete avvisati)
Titolo: HARRY POTTER AND THE CURSED CHILD
Autore: J.K ROWLING, JOHN TIFFANY, JACK THRONE
Prezzo: 20 sterline
Anno di pubblicazione: 31 Luglio 2016
Aspetto questo libro da circa un anno e quando ho scoperto che anche la Salani aveva deciso di pubblicarlo il 24 Settembre la mia gioia è stata immensa.
Nonostante la mia decisione di leggere il libro in italiano, per paura di perdermi qualche cosa, mi sono ritrovata da Waterstone il 31 Luglio, davanti ad un tavolo stracolmo di questi libri tutti al 50% di sconto, potevo mica lasciarlo li?
Dopo un momento di indecisione, un po' per paura della lingua e un po' dovuta alla troppa emozione di rituffarmi nel mondo che mi ha accompagnata e che ancora mi accompagna nella vita, ho deciso di iniziarlo.
Mi aspettavo davvero grandi cose da questo volume ma sfortunatamente quando ho chiuso il libro, mi sono ritrovata con un po' di amaro in bocca.
Partiamo dalle origini, per chi ancora non lo sapesse, questo qui non è un vero e proprio romanzo, è uno script dello spettacolo teatrale che si sta tenendo a Londra in questo periodo.
E' difficile parlarvi di questo libro senza fare un po' di spoiler, necessario, per far capire i punti lacunosi che il libro si porta dietro.
Quando iniziamo a leggere, ci ritroviamo sul binario 9 e 3/4, esattamente 19 anni dopo la battaglia di Hogwarts e se siete un minimo appassionati della saga, vi renderete conto che è esattamente lo scenario con cui ci a salutati la cara zia Jo nel settimo volume.
Harry Potter accompagna il figlio più grande e quello più piccino, Albus, alla fermata del treno. Il piccolo di casa è spaventato, ma papà Harry lo rassicura e lo invoglia a partire per questa nuovissima esperienza che gli cambierà la vita.
Fin dalle prime pagine si capisce che il protagonista di questo nuovo libro sarà Albus, il figlio di Harry e Ginny, un ragazzino che si ritrova a dover fare i conti con la grandezza di un padre che ha salvato il mondo magico, il prescelto, colui che ha sconfitto Voldemort.
Questa cosa proprio non va giù al giovane Albus, come può essere all altezza del padre? Come può solo avvicinarsi a ciò che lui ha fatto?
Per questo motivo il rapporto tra Albus e Harry inizia ad inclinarsi, il figlio inizia a pensare che il padre sia una brutta persona, un uomo che fin da piccolo ha sempre pensato a se stesso fregandosene delle conseguenze e delle persone che potevano morire a causa sua.
Ma sorvoliamo, alla fin fine può capitare di entrare in competizione con la figura di riferimento, questo è un rapporto che può venirsi a creare tra genitori e figli. Alla fine dei conti, Albus si carica di responsabilità e pensieri che un ragazzino di soli 10 anni non dovrebbe avere.
Albus va ad Hogwarts, viene smistato nella casa di Serpeverde  e conosce  Scorpius Malfoy con cui fin dal primo momento stringerà un forte legame di amicizia.
Questo colpo di scena, forse un po' prevedibile, porterà il rapporto tra padre e figlio ad una rottura. Albus inizierà ad avere un atteggiamento ostile; circondato da persone che non si capacitano di questa scelta fatta dal cappello parlante, riverserà tutto il suo risentimento sul padre.
Harry, cresciuto senza una vera figura di riferimento, senza genitori capaci d'insegnargli l'amore, si ritroverà in difficoltà. Alcune volte pronuncerà parole forti nei confronti del figlio, non è facile fare il genitore ed Harry lo sa. Ha paura perché cresciuto in un ambiente ostile circondato da persone che lo detestavano e ha paura di fare lo stesso anche lui.
Questo lato di Harry mi ha commossa, ha ragione, si ritrova ad affrontare una situazione nuova e difficile e non sa bene come comportarsi.
Ma riprendiamo in mano le redini del discorso principale, Albus stringe amicizia con Scorpius  un piccolo nerd, un personaggio carismatico, divertente, sempre pronto all'avventura e generoso. 
Una perfetta spalla, l'amico che tanti di noi vorrebbero. E' un personaggio davvero ben caratterizzato  (per quanto uno script teatrale può caratterizzare) che riesce a conquistarti fin dalle prime pagine, cosa che non si può certo dire di Albus Potter.
Ma torniamo a noi, i due ragazzi scoprono che esiste ancora una giratempo (ormai illegale) e decidono, grazie ad un idea poco brillante del nostro Albus, di tornare indietro nel tempo e di sistemare quello che, a suo avviso, aveva rovinato il padre.
Tornano così al Torneo Tre Maghi e invece di sistemare le cose combinano un guaio dopo l'altro, causano danni che si ripercuotono nel futuro.
Non potendo spoileravi l'intero libro sono costretta a non entrare nei particolari ma ci tengo a fare una precisazione: l'utilizzo della giratempo era stato ben spiegato nel corso del quarto libro e per qualche strana ragione all'interno di questo libro le cose vengono un po' stravolte.
Ma nonostante questi particolari ancora poco rilevanti ecco che ci ritroviamo a leggere la cosa più bislacca di tutto il libro: Voldemort ha avuto un figlio e l'erede e qui tra noi.
Fino a qui ci potrebbe anche stare dai (se ci impegniamo e ci sforziamo ad accettare proprio tutto), ma quando alla fine del libro si scopre chi è la madre di questo fantomatico erede, le braccia cadono e verrebbe voglia di buttare il libro dalla finestra.
Ma come è possibile questa cosa, quando sarebbe successo poi?


Ciò che critico di questo libro è l'insieme di idee bizzarre, poco credibili che ci ritroviamo a leggere per tutte le 300 pagine. 
Il personaggio di Albus l'ho trovato odioso, noioso, delle volte "cattivo" nei confronti del padre (che poi magari sono io che ci trovo tutti i difetti possibili ed immaginabili perché proprio non lo reggo).
Ciò che invece mi è piaciuto è stato ritrovare i vecchi personaggi, dopo 19 anni, nelle loro nuove vite, i loro lavori, i loro pensieri.
Maturi ma sempre loro, un Ron Weasley sempre pronto alla battuta, una Hermione perfetta nel suo nuovo lavoro, determinata, autoritaria ma amorevole con i figli.
Harry, dopo tante disavventure svolge un lavoro che ama, ha una bella famiglia ed è un uomo consapevole di ciò che fa e di chi è.
E' bello ritrovarsi nel mondo creato dalla Rowling ma le tante cose sconclusionate, i continui salti temporali presenti all'interno del libro, rendono il tutto completamente distaccato ai sette volumi precedenti.
Un vero peccato, potevano creare qualcosa di bello e più lineare ma sfortunatamente non è stato così.
Secondo me i continui salti temporali sono perfetti per uno spettacolo teatrale, ma forse per un libro risultano un po' fastidiosi e tendono a creare confusione.
Nonostante la parziale delusione per quello che ho letto, non mi sento di bocciare a pieno il libro. Sarà troppo clemente con questa saga? Probabilmente si, ma non ho il coraggio di criticare completamente ciò che ho letto.
Perché nonostante tutto, tornare a casa è sempre bello no?

lunedì 6 giugno 2016

Recensione: "INCUBO" + incontro con l'autore

Buonsalve a tutti quanti!
Il 30 Maggio ho avuto la grande opportunità di partecipare ad un incontro in casa editrice Corbaccio insieme ad altre blogger.
La cosa bella è che questo incontro era dedicato a WULF DORN!
L'autore infatti era in casa editrice pronto a rispondere ad ogni nostra domanda e a parlare un po' del suo ultimo romanzo.
Questa di oggi sarà si una recensione, ma alla fine troverete anche  alcune delle domande che noi blogger abbiamo fatto all'autore e che io vi riporterò!
Ma cominciamo subito senza perderci in ulteriori chiacchiere.

Titolo: Incubo
Autore: Wulf Dorn
Casa editrice: Corbaccio
Prezzo: 16,90
“Incubo” è l’ultima fatica di Wulf Dorn ed è anche il primo romanzo che leggo di questo autore.
Attratta subito dalla trama ho deciso di buttarmici a capo fitto.
“Niente dura per sempre. La sicurezza è un’illusione. Simon Strode fece questa amara esperienza un sabato di marzo. Bastò un secondo e la sua vita non fu più quella di prima.”
Ed è quello che succede a Simon per tutto il romanzo, sarà costretto ad affrontare le sue paure, a trovare la verità sull'incidente che ha portato alla morte dei suoi genitori.
La sua vita cambia, deve crescere, deve affrontare nuove sfide, niente è più come prima.
Il rapporto con il fratello Michael viene messo alla prova e alle difficoltà della vita quotidiana si aggiunge un nuovo pericolo.
Qualcosa minaccia i sogni di Simon e lo costringe a rivivere continuamente quel tragico incidente.
Vicino a Simon ci sarà Caro, una ragazzina bizzarra che indossa sempre all star nere con i teschi e che vive all'interno del college del paese.
Una ragazzina che darà a Simon la forza di superare le sue più grandi paure.
"Quella notte, sdraiato a guardare le ombre sul soffitto della camera, la sua mente era occupata da un unico pensiero. Era un pensiero che gli girava nella testa come un uccello nero e non voleva più andare via. <<Perchè sono sopravvissuto?>>."
Ma come nei migliori libri, non tutto è come sembra.
"Incubo" è un di quei romanzi che ti tiene incollato alle pagine, che riesce a portarti fuori pista per poi riposizionare in maniera corretta ogni pezzo del puzzle.
Il personaggio che maggiormente ho apprezzato è proprio quello di Caro, una ragazzina che sta ancora cercando il suo posto nel mondo, con una grande sofferenza dentro ma sempre pronta a lottare e ad andare avanti.
Niente è realmente come sembra e il finale è riuscito a spiazzarmi completamente.
Devo ammettere che una cosa ero riuscita a capirla fin dall'inizio, merito del mio animo da Sherlock Holmes, ma per il resto è riuscito a sorprendermi positivamente.
Libro che mi sento di consigliare a tutti,  sicuramente leggerò altro di questo autore.

Passiamo ora ad alcune domande che noi blogger abbiamo fatto a Wolf Dorn, prima di tutto ci tenevo a dire che è una persona davvero molto disponibile, ironica e piena di idee interessanti. E' stato davvero molto bello avere l'opportunità di poterlo ascoltare.
  • Che cosa è la paura per lei? Qualcosa che va nella stessa direzione di Simon. La perdita di una persona cara. 
  • Quale scena del libro l'ha maggiormente coinvolta? Una scena molto intensa è quella dell'hotel. Trovo molto affascinante quando c'è questo scambio tra presente e passato. Ho avuto la sensazione di trovarmi li con i personaggi.
  • Da bambino quale fiaba non sopportavi? Nessuna, tuttavia c'è ne sono alcune che mi hanno colpito davvero molto. Comunque rileggendole adesso, certe favole sono degli autentici horror.
  • Caro è stata ispirata da qualcuno oppure è solo frutto della sua immaginazione? Caro era il personaggio che volevo fosse l'opposto di Simon. Questo personaggio è stato influenzato dalle mie giovani lettrici. E' un personaggio che amo molto e a cui mi sento legato. Un particolare per quanto riguarda le scarpe: ero ad un concerto con amici e c'era questa ragazzina con queste scarpe e ho subito capito che anche Caro doveva indossarle. Questo la rende più reale per me.
  • Tre scrittori che maggiormente ti hanno ispirato a scrivere il tuo genere? Stephen King, Joe Hill e Neil Gaiman.
  • Ha mai pensato di scrivere di diverso dal solito stile che la caratterizza? Si, stavo pensando ad un libro di cucina con ricette italiane (perché è la cucina migliore). Mi piacerebbe poter raccogliere le ricette che si tramandano di generazione in generazione.
  • Quando scrive ha delle manie? Scrive in un ambiente silenzioso o con sottofondo musicale? Sono uno scrittore noioso, alle 7 di mattina inizio a lavorare, faccio una pausa a metà mattinata e per pranzo. Se dopo pranzo mi sento ancora in vena di scrivere lo faccio, altrimenti faccio le cose più comuni: mi occupo del giardino, porto fuori la spazzatura o mi occupo di rispondere alle e-mail dei fans. Per quanto riguarda la musica, mi serve per creare le atmosfere. Durante la fase di scrittura però non uno musica, non ci riesco. Solo quando fuori piove, spalanco la finestra e ascolto il rumore della pioggia.
  • Tra tutti i libri scritti a quale si sente più legato emotivamente? Con ogni libro si crea un rapporto molti particolare. Ogni singolo libro riporta a galla momenti particolari della mi vita. Ogni storia è legata ad un piccolo racconto. Ci sono sempre dei rapporti particolari con i libri che scrivo.








lunedì 23 maggio 2016

Recensione: PREMESSA PER UN ADDIO

E' strano tornare dopo più di un mese di stacco dal blog.
Non son sparita, anzi, forse un po' lo sono...mi sono allontanata perché avevo bisogno di capire cosa volevo fare.
Non voglio che questo sia un blog pieno di mille recensioni e basta, voglio qualcosa di più.
Voglio che questo sia un posto speciale, diverso e so che devo essere io la prima a volerlo!
Sono tornata, non so se riuscirò ad essere costante (non lo sono nemmeno nella vita privata) ma ci proverò.
Ho diverse cose da raccontarvi, libri di cui parlarvi che mi hanno accompagnata in questo periodo di assenza, tag da fare, serie tv viste... un insieme di cose che ho deciso di condividere con voi.
Quando? beh, da questa settimana!
Cercherò di essere puntuale, di portarvi contenuti sempre nuovi, di impegnarmi in qualcosa che realmente mi piace.
Ed eccomi qui, dopo un mese di assenza a parlarvi di un libro, uno dei primi libri letti durante il mese di Aprile, un libro per chi come me ha bisogno di ritrovarsi.



Titolo: Premessa per un addio
Autore: Gian Luca favetto
Casa editrice: NNEditore
Pagine: 190pg
Prezzo: 13,00 euro
Data di pubblicazione: 21 Aprile 2016

RECENSIONE

“Troppo mare. Ne ha bevuto abbastanza di mare. Nei viaggi e nelle sue città. Dalla pelle, dagli occhi, dal naso. Gli è rimasta la salsedine dentro, e brucia. Ha bisogno di una terra ora, di un orizzonte che non faccia venire la nausea, che lo accolga e non lo lasci alla deriva…”.

È con queste parole che inizia “Premessa per un addio”, Tommaso Techel, il protagonista è un uomo che parte per ritrovarsi.
Decide di fare un viaggio a New York, ha bisogno di solitudine, di ritrovare se stesso, di risposte alle tante domande che lo attanagliano.
È proprio in questa città che riuscirà a farlo grazie all’aiuto di personaggi secondari; una città che  permette di riscoprirti giorno dopo giorno.
Ed è proprio nell’appartamento di New York che Tommaso troverà un libro che lo accompagnerà nel corso di tutto il romanzo.
Un libro, questa presenza cosi costante e fondamentale, un amico che riesce a non farci sentire mai soli.
È grazie ad esso che Tommaso incontra Cora, una donna bellissima che lo riporterà alla vita, al desiderio, alla scoperta di un nuovo se.
Le prime pagine di questo romanzo sono davvero poetiche, questo desiderio di scappare, di scoprirsi e ritrovarsi che invade ognuno di noi ad un certo punto della vita.
Il coraggio di cambiare, di voltare pagina per riuscire a rispondere a tutte le domande che ancora non hanno trovato risposta; ed è proprio quello che fa Tommaso, ha il coraggio di partire e ricominciare.
Dopo un inizio molto poetico il libro inizia ad essere confusionario, le prime 50 pagine  le ho trovate lente, un insieme di personaggi che non riuscivo bene a collocare all’interno della narrazione.
Poi la svolta, un flusso costante di pensieri che ti coinvolgono e non ti lasciano andare, un turbinio di emozioni che ti fanno riflettere, come un naufrago dopo una tempesta.

giovedì 7 aprile 2016

Recensione: " LA VERITA' SU DI NOI"

Buongiorno cari lettori!
Come procedono le vostre letture? Io sto partecipando ad un salotto di lettura, la prima volta in vita mia, e per ora mi sta piacendo davvero molto! Stiamo leggendo "Via col vento" e si sta rivelando una piacevole sorpresa.
Oltre a questo, sto leggendo delle cose davvero interessanti, poco impegnative e che riescono a tenermi compagnia senza farmi annoiare.
Oggi ho deciso di parlarvi di uno di questi libri, un autrice che mi piace molto, che mi tiene compagnia e che mi fa divertire sempre un sacco!
Ma partiamo subito!

Titolo: La verità su di noi
Autore: Kristan Higgins
Casa editrice: HarperCollins Italia 
Prezzo: 14,90 euro
Pagine: 430

"La verità su di noi", racconta la storia di due sorelle, Jenny e Rachel, due donne molto diverse tra loro.
Jenny, la più piccola, lavora come stilista di abiti da sposa, dietro le spalle ha un matrimonio finito da poco, un ex marito ancora troppo presente, e una nuova amica a cui non riesce a dire mai di no: la nuova moglie dell'ex marito.
Rachel, è mamma di tre splendide gemelline, moglie devota e perfetta casalinga.
Le due donne hanno vite completamente diverse ma sono legate da un amore fraterno davvero forte.
La vita di entrambe viene stravolta in maniera differente. Jenny decide di tornare nel paese natale, abbandona la Grande Mela e apre un piccolo negozio di abiti da sposa tutto suo. 
Si trasferisce in una piccola palazzina dove conosce Leo, un insegnante di pianoforte, nonché custode dello stabilimento, un ragazzo dall'aria triste e che nasconde un segreto.
Tra i due nasce subito un amicizia, che da parte di Jenny si trasforma subito in amore.
Per quanto riguarda Rachel, la sua perfetta vita matrimoniale, viene stravolta dal più classico dei motivi: il tradimento.
Immediatamente non capisce cosa le sta capitando, probabilmente fa di tutto per non crederci, ma poi tutti i nodi vengono al pettine e la verità le si presenta davanti come uno schiaffo.
Le vite delle nostre due protagoniste si intrecciano in ogni singolo capitolo, sono sempre pronte a confrontarsi, ad aiutarsi ed a consigliarsi.
Nel corso del libro le giovani donne, prenderanno in mano le loro vite, le cambieranno, le miglioreranno e cercheranno di trovare un punto di equilibrio.
Tra le due donne, sicuramente il personaggio di Rachel è quello che subisce un cambiamento maggiore, riesce a tirare fuori un carattere forte, riesce a prendere finalmente in mano la sua vita e inizia a pensare un po' a se stessa.
Probabilmente il personaggio di Jenny è quello più carismatico, con il quale si riesce immediatamente ad entrare in sintonia.
Kristan Higgins, anche in questo libro, riesce a tenere il lettore incollato alle pagine.
Con il suo stile di scrittura scorrevole ed ironico, non annoia mai e ti immerge in una lettura divertente, leggera e mai banale.


1/2

venerdì 11 marzo 2016

Recensione: "I gatti non hanno nome"

Buon Venerdì mie cari lettori!
Finalmente  il fine settimana sta arrivando e  io vi regalo una recensione fresca fresca!
Qui il tempo è sempre super variabile e ultimamente durante il week-end fa brutti scherzi, speriamo in bene per questo sabato!
Voi come state? Avete progetti per questo week-end?
Cosa state leggendo?
Titolo: I gatti non hanno nome
Autore: Rita Indiana
Casa editrice: NN Editore
Prezzo: 16,00 euro
Anno di pubblicazione: 1 Dicembre 2015
Pagine: 165

Il mio pensiero
Qualche giorno ho deciso di iniziare questo libro attratta dalla copertina e da una trama molto accattivante.
"I gatti non hanno nome" è un libro molto particolare che ha come protagonista una giovane quattordicenne, che fin dall'inizio ci spiega che è quasi impossibile dare un nome ad un gatto.
"I gatti non hanno nome, lo sanno tutti. Ai cani, invece, qualunque cosa va bene, si buttano lì una o due sillabe a caso e gli rimangono appiccicate con il velcro.
Il problema è che senza un nome i gatti non rispondono, e perché mai dovremmo volere un animale che non viene quando lo si chiama?"
Nonostante questo passa la maggior parte delle sue giornate a lavoro a scrivere nomi su nomi su un quadretto.
La giovane ragazza, di cui non ci è dato sapere il nome, lavora come segretaria presso lo studio veterinario dello zio Fin, un uomo che nel suo piccolo nasconde qualche segretuccio.
Durante tutto il romanzo, la nostra protagonista ci racconterà la sua vita ed insieme ad essa ci presenterà tutte le persone che ne fanno parte.
Ci racconterà di zia Celia, moglie di zio Fin, una donna in grado gestire centinaia di operai, la cui rabbia si proietta in forma di scritte al neon sulla sua fronte.
Ci racconta dei suoi genitori, che improvvisamente decidono di farsi un bel viaggio lasciandola dagli zii, della sua migliore amica Vita e delle loro serale passate insieme, dei tanti animali che incontra alla clinica e di molto altro.
Grazie alle cose che legge, ai racconti che ascolta, cerca di trovare i nomi più adatti da dare al gatto che bazzica lo studio.
La giovane protagonista è alla ricerca di se stessa, della sua sessualità e di ciò che vuole nella vita.
Questo è più che normale per una quattordicenne, trovare il posto nel mondo, scoprire l'amore...
"Mi chiese se andava tutto bene e io avrei voluto dirle che aveva un nipote che si chiama Uriel, che in clinica c'era un cane figlioccio del papà di Zia Celia[...]che forse io ero gay, ma preferii non rovinarle il viaggio e le dissi che tutto andava a gonfie vele..."
Ed è proprio quello che succede in questo romanzo, attraverso le scene di vita quotidiane che ci vengono descritte, essa inizia a conoscersi e a conoscere il mondo che la circonda, aiutata anche dai bizzarri protagonisti che ci vengono narrati.
Una delle cose che più mi ha fatta sorridere è proprio la caratterizzazione dei personaggi, li ho trovati bislacchi, delle volte fuori dalle righe ma perfettamente inseriti nel contesto: come ad esempio Armenia, la donna delle pulizie che da piccola curava la tubercolosi con un cucchiaino, la nonna che sostiene che la casa sia stata leggermente spostata e anche tutti i proprietari di animali che entrano nello studio.

Lo stile di scrittura di Rita Indiana, l' ho trovato scorrevole, mai banale e capace di trasportati in una realtà parallela completamente diversa da quella a noi famigliare.
Un romanzo ironico ma capace di farti riflette e perché no, di farti affezionare anche ai personaggi.
All'inizio di ogni capitolo è presente una frase, sinceramente non ho ben capito a cosa servisse ma alcune le ho trovate molto carine.
A chi consiglio questo romanzo? A tutti quei lettori che vogliono qualcosa di diverso, che vogliono avvicinarsi ad una storia mai banale e fresca.



lunedì 7 marzo 2016

Recensione: "QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA"

Buongiorno miei  cari lettori!
Come state??
Io sono presissima con l'università, con un nuovo lavoretto e con diverse nuove idee che mi balenano nella testa!
Ho tantissimi libri di cui parlarvi, tantissime cose da raccontarvi e quindi devo darmi una mossa.
Scusate questa assenza, sono partita una settimana per l'Inghilterra e al mio rientro mi sono trovata sommersa di impegni.
Oggi però sono qui per parlarvi di un libro che ho letto ormai un mese fa (si lo so è tantissimo), ma ci tenevo davvero tantissimo a postarvi questa mia recensione sia perché è un libro piuttosto nuovo, ma anche perché mi è piaciuto!
Quindi bando alle ciance e partiamo subito!
Titolo: Quel fantastico peggior anno della mia vita
Autore: Jesse Andrews
Casa editrice: Einaudi - Stile libero
Prezzo: 17,50 euro
Anno di pubblicazione: 1 Dicembre 2015
Pagine: 250
Quel fantastico peggior anno della mia vita” esce in Italia a Dicembre giusto in tempo per il suo debutto cinematografico.
Il libro si apre con Greg che nel corso di tutto il romanzo ci racconterà la sua storia per sopravvivere durante gli anni del liceo, la sua passione per il cinema e ci parlerà di Rachel.
Fin dalle prime pagine il libro risulta un po’ inconsueto, infatti, l’autore ci spiega che ciò che stiamo per leggere non è altro che un insieme di pensieri alla rinfusa, scritti male e molte volte senza senso, pensieri di un ragazzino all’ultimo anno del liceo; ci dice inoltre che se siamo intenzionati a mollare tutto e a chiudere il libro ciò è più che comprensibile.
Sicuramente un inizio così risulta bislacco e riesce ad incuriosire il lettore.
Greg è un ragazzo all’ultimo anno del liceo, è grassoccio, molliccio e fin dall’asilo cerca di non stringere amicizie per non doversi ritrovare all’interno di un qualsiasi gruppo.
Passa tutta la sua vita senza stringere un legame sincero, cerca di essere amico di tutti e di nessuno.
Greg ci presenta Earl, ecco, questo ragazzino maleducato e irascibile è la persona a lui più vicina, non per amicizia ma a “causa “di una passione in comune: il cinema; fin da piccoli si ritrovano a guardare film e a cimentarsi nell’arte della ripresa.
Improvvisamente la vita di Greg viene stravolta.
Rachel, la ragazza a cui aveva spezzato il cuore da bambini si ripresenta nella sua vita con forza. Rachel è malata, ha la leucemia e contro la sua volontà Greg si ritrova a starle vicino, diventando forse il suo migliore amico.
Fino a qui sembra tutto rose e fiori, una classica storia di malattia, di amicizia e forse d’amore, eppure non è ciò che succederà in questo libro.
Non ci troviamo davanti ad un personaggio che dopo anni di “solitudine” capisce l’importanza dell’amicizia, non ci troviamo davanti ad una storia triste e dolce.

Il personaggio di Greg infatti non fa nulla di tutto ciò, è indelicato e dissacrante nei confronti di Rachel e ci dice che nella malattia e nella morte non c’è mai senso.
Certo il rapporto che si instaura tra i personaggi sfocia sicuramente in amicizia condita con una punta di pietà e di obbligo.
L’ultimo anno di liceo per Greg è particolare, a causa di questo “scherzetto” giocato dal destino, i suoi piani per rimanere invisibile sfumano. Si ritrova al centro di molte discussioni, il suo amato lavoro cinematografico (nascosto per anni anche ai familiari) viene spiattellato davanti all’intera scuola.
Tutto cambia, anche Greg, si rende conto di quanto egoista sia, di quanta importanza dia al giudizio altrui, di quanto sia stato stupido a nascondere i suoi sogni.
La malattia come ben si capisce passa assolutamente in secondo piano per tutto l’arco del libro, ci ritroviamo davanti a cinismo, sarcasmo, parole zozze e infinite liste.
Nonostante l’intero romanzo sia strano e alle volte confusionario (per via dei diversi temi affrontati da Greg), il finale trova una sua collocazione logica, ogni personaggio scopre la sua strada e Greg finalmente capisce cosa deve fare nella vita, anche grazie all’aiuto di Rachel.
Per quanto riguarda lo stile narrativo ci troviamo davanti ad un lavoro differente a ciò a cui siamo abituati. Il romanzo viene narrato in prima persona (e fino a qui niente di strano), che viene intervallato a interi capitoli descritti come se fossero sceneggiature cinematografiche, ad altri interamente scritti seguendo il metodo “lista della spesa”; questo continuo cambio può allontanare il lettore non permettendogli di immergersi completamente all’interno della storia.
Un libro ricco d’ironia e molto particolare, un ottimo esordio per Jesse Andrews.

1/2